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                     Wake Up Anastasia

Questa volta lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
succede solo che sono felice
fino all’ultimo profondo angolino del cuore.

Pablo Neruda

 

Il Mondo Indiano

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Stasera l'ombra dell'albero magico invaderà questa stanza,rinfrescherà la tua fronte,accenderà il tuo sangue.Ti alzerai da letto e camminerai,ti tufferai in mare,volerai.Te lo prometto,ti starò vicino. Guariremo,Elianto. (Elianto S.Benni)


"Mi chiamo Celestin. Ho 14 anni e vengo da un villaggio non lontano dalla città di Bunia, nel distretto dell’Ituri. Due anni fa spararono a mio padre in un attacco al villaggio e lo uccisero. Per questo sono scappato e mi sono unito ai combattenti.

Per cinque mesi ho subito un addestramento militare molto severo. Ci fustigavano per ogni sciocchezza e ci davano poco da mangiare. Eravamo una quindicina di ragazzi e cinque ragazze, nel gruppo. Mi hanno addestrato come guida e guardia del corpo e mi hanno anche insegnato a sparare con il fucile G-2 e con la mitraglietta SMG.

All’inizio non ci davano armi da fuoco, soltanto bastoni di legno per fare pratica. Ci hanno insegnato a correre, rotolarci e mirare usando i bastoni al posto dei fucili. Ogni mattino iniziava con una lunga corsa: se rallentavamo per la stanchezza ci fustigavano. Eravamo sempre stanchi e affamati.

A volte, durante i combattimenti, ero terribilmente spaventato. Un giorno stavamo avanzando lungo una collina per attaccare i nemici. Un mio amico venne colpito e cadde a terra, ma i capi ci gridarono di proseguire l’attacco. Ci urlavano: ‘O voi uccidete loro o loro uccideranno voi’. Era un sollievo quando la battaglia finiva e io mi ritrovavo ancora vivo. Mi sentivo potente quando imbracciavo un’arma e potevo comandare gli adulti: dicevo loro cosa fare, erano terrorizzati da me.

Alcuni dei soldati più anziani fumavano droghe, ma non io. Usavano pezzi di carta per arrotolare l’erba e l’accendevano. Ma a me le droghe facevano paura.

Sono stato un soldato per più di due anni. Poi, qualche tempo fa, abbiamo sentito alla radio del programma di smobilitazione dei bambini soldato. Il nostro comandante ci disse che potevamo lasciare la milizia. Noi volevamo smettere di combattere, così siamo venuti in questo Centro. Ora voglio tornare a studiare, come il mio migliore amico che ha lasciato la milizia prima di me. Vorrei diventare un medico, e voglio tornare a vivere a casa con mia madre e con le mie sorelle”.

 

 

 



Tutti i bambini sono titolari degli stessi diritti, ma per molti di essi la negazione dei diritti è la vera norma di vita. Il rispetto dei diritti di ogni bambino, solennemente sancito dalla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia (1989), è la base irrinunciabile di ogni intervento dell’UNICEF volto a migliorare le condizioni di vita e di sviluppo dell’infanzia e dell’adolescenza nel mondo.

La Convenzione sui diritti dell’infanzia è il trattato sui diritti umani maggiormente ratificato nella storia umana ed è il più importante strumento giuridico a disposizione di tutti coloro – individui, famiglie, associazioni, governi – che si battono per un mondo in cui ogni bambino e ogni bambina abbiano le medesime opportunità di diventare protagonisti del proprio futuro.

                                           <- Se vuoi contribuire e saperne di più.